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San Pietro delle Immagini
La Chiesa di San Pietro delle Immagini o del Crocifisso (Su Rughefissu), del XII° secolo in stile Romanico-Pisano si trova nel tessitorio di Bulzi e viene spesso indicata nelle cartine come San Pietro di Simbranos, tuttavia questo è da considerarsi erroneo perché qt’ultima venne completamente sventrata e le pietre furono usate per costruire la chiesetta parrocchiale del paese in cui erano site, senza lasciare alcuna traccia di Simbranos.Può identificarsi con un titolo dell’Anglona, per esempio il cassinese S. Pietro di Gulsubi, da cui potrebbe derivare il toponimo Vulsi e quindi Bulci o Bulzi. È sporadica la notizia del 1736, relativa a una sua antica o transitoria funzione di cattedrale ampuriense. Il nome è dovuto al fatto che ha ospitato il gruppo ligneo duecentesco della Deposizione, oggi nella parrocchia di Bulzi, e un polittico pittorico settecentesco (Retablo de las Imagines). Purtroppo oggi la chiesa risulta povera e spoglia al suo interno, ciò è dovuto a una serie di furti verificatisi nel corso degli anni. La pianta risulta con un’unica navata a croce commissa leggermente irregolare con l’abside orientato a nord-est.
Venne costruita in tre diversi tempi.. In base agli studi effettuati tramite documenti appartenenti a condaghe delle diocesi circostanti e resti trovati in prossimità della struttura si ipotizza che risalgano più o meno al 1050 circa, al 1120 e al 1225 ; le differenze rilevate osservando le pareti sono i diversi tagli di pietra dei tre periodi: piccoli conci chiari e rozzamente squadrati nel primo, cantoni più scuri e meglio sbozzati nel secondo e ben rifiniti nel terzo. nell’ultima fase oltre la sopraelevazione, abbiamo la costruzione dell’abside, del transetto e della facciata. La bicromia è dovuta alle pietre utilizzate, quali trachite per le bande scure e pietra calcarea per quelle chiare
La facciata è divisa in tre ordini, nella quale spicca un frontone archeggiato delle cornici. In alto si dispongono due false logge; quella inferiore ha archetti ogivali e oculo nello specchio mediano, fra le colonnine. In basso, dalle paraste d’angolo nascono le due arcatelle, sui capitelli alla sommità delle semicolonne che si raccordano con l’arco di scarico del portale. Questo ha stipiti monolitici e capitelli a foglie d’acqua.
Nella formella dell’architrave del portone di ingresso si trovano tre figure sommariamente scolpite che contrastano con l’eleganza della facciata: non si sa esattamente quale sia il loro significato, ma è ragionevole pensare che l’ignoto scultore, probabilmente un monaco, abbia voluto rappresentare S. Benedetto sorretto, in punto di morte, da due discepoli, così come vuole la tradizione. Forse la formella risale al primo ampliamento, ed è possibile che i monaci l’ abbiano voluta conservare ed evidenziare a perenne ricordo dei loro confratelli.
Laura Pistidda
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